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Gli ultimi messaggi del Forum

Restare nel posto sbagliato - Franco La Cecla

" Nella vita di ciascuno di noi arriva sempre un momento in cui si capisce che il luogo dove viviamo si è stancato di noi e noi di lui". Saggezza elevata al cubo quadrato. Bisognerebbe dirlo in giro, come minimo. Spiegherebbe anche perché la gente emigra... Ho letto solo l'abstract: mi basta...

Ogni storia è una storia d'amore - Alessandro D'Avenia

Peccato perchè mi era piaciuta molto la trama, come pure l'intervista dell'autore. Peccato però che tra il dire ed il fare ci sia sempre di mezzo il mare o l'amore come in questo caso.
Il libro inizia con una semplice domanda: “l'amore salva?
Per rispondere a questa domanda l'autore ricerca le storie di trentasei donne che, a questa domanda, riescono a dare una risposta.
Ogni capitolo è molto breve, di due, tre pagine al massimo, viene raccontato il fulcro della storia, ma sono troppe le domande che si pone l'autore, troppe le deduzioni che spesso mi hanno dato la sensazione che l'autore voglia convincere a tutti i costi il lettore su quanto stia meditando.
Sicuramente è un libro imponente e profondo, ma che non arriva. Le storie una volta lette le dimentichi, non ti lasciano nulla, almeno così è capitato a me.
Spero mi perdoni Alessandro d'Avenia se, a pag. 60 ho deciso di non continuare più la lettura di questo libro, che è un tripudio di troppo amore, che forse alla lunga annoia!

Gli innocenti - Paola Calvetti

Capolavoro assoluto! Sì perchè quando inizi a leggere un libro alle otto della sera e vai avanti fino a mezzanotte inoltrata, per riprenderlo poi il giorno dopo, capisci che quel libro ha qualcosa che gli altri libri non hanno.
Sicuramente la scrittura e la storia, mi ricordano molto Stabat Mater di Tiziano Scarpa, ma è l'intreccio che ne viene fatto contornato dalla musica che rende il tutto ancora più accattivante.
Il racconto inizia con un “Firenze oggi” e vediamo il protagonista alla ricerca di un qualcosa che riguarda il suo passato.
Nel capitolo “Allegro” viene raccontata la storia dei due protagonisti bambini e delle loro tristi vicissitudini. L'autrice scava dentro i personaggi, personaggi che spesso hanno un distacco e una freddezza ed una fragilità che solo il dolore per quanto accaduto può lasciare. Spesso sembrano rassegnati ad un destino di certo non voluto e ne tantomeno cercato. I racconti si alternano, l'uno con l'altro, quasi i due protagonisti ballassero un walzer.
Nel capitolo “Andante” ritroviamo i protagonisti adulti, ed anche in questo caso, la scelta di alternare i capitoli è vincente, perchè ti permette di vedere i due punti di vista su una stessa situazione e capire meglio i personaggi, le loro emozioni, i loro desideri, ed anche in questo caso l'autrice scava dentro di loro, tirando fuori tutto quello che serve per delineare ancora meglio i personaggi.
“Vivace non troppo” è un tripudio di emozioni e di scoperte e dove, finalmente, il protagonista riesce a scoprire il suo vero passato, far pace con esso e pensare al futuro.
Non manca poi la musica, che accompagna il lettore in ogni pagina, protagonista anche lei inconsapevole delle vicessitudini di questi due protagonisti.
Dasha e Jacopo mi mancheranno terribilmente.

R: Storia di un giudice : nel far west della 'ndrangheta / Francesco Cascini

"L'omicido era stato commesso la mattina molto resto, io arrivai intorno alle tre del pomeriggio. Era pieno di gente, curiosi, familiari che urlavano, poliziotti e carabinieri. Notai subito che la zona non era stata delimitata. La feci delimitare, ma era passato troppo tempo e sapevo che sarebbe stato inutile. Chiesi della polizia scientifica, mi dissero che non c'erano reparti di investigazione scientifca, né dei carabiniei né della polizia. Il sopralluogo lo facevano vecchi marescialli, che dopo anni di esperienze di quel tipo avevano imparato quali erano le cose più importanti, ma non c'era nessuna traccia delle nuove tecniche e delle attrezzature necessarie per un lavoro scientificamente attendibile"
E' questo il contesto nel quale deve lavorare il neo pubblico ministero di Locri Francesco Cascini. Un libro che si legge bene, e che racconta di una terra martoriata, dove la paura, l'omertà, spesso anche l'ignoranza vige sovrana e dove l'ndrangheta ha trovato terreno fertile per infiltrarsi.
"Presto imparai che nelle campagne della Locride esiste un mondo abbandonato a se stesso dove l'analfabetismo e l'incesto sono una caratteristica comune, diffusa, conosciuta e ignorata. Qualche anno dopo mi sarei trovato in mano un fascicolo di un ottantenne che da anni abusava sessualmente della figlia-nipote disabile nata da un precendete incesto con la primogenita. Lui a morire in carcere, lei in un istituto. Fine della storia.
Leggere di certi fatti è davvero inquietante, sembra veramente di essere in un mondo a parte.
"La 'ndrangheta vera non è solo quella che spara o che fa estorsioni. La 'ndrangheta vera è quella dei soldi, degli investimenti, della politica, dell'economia, del potere. Hanno il controllo del territorio non perchè abbiano più uomini per le strade, nè perchè siano militarmente superiori allo Stato. Ce l'hanno perchè hanno il controllo delle persone. Della loro paura. Delle loro incertezze. Della loro mancanza di futuro in quella terra. Della loro solitudine. Della loro ignoranza. Hanno il controllo del loro modo di pensare. Del loro modo di vivere. Ma questo è un discorso troppo complesso, troppo impegnativo, così poco televisivo che si crede non valga la pena essere affrontato."
In un contesto simile, difficile compiere indagini, cercare testimoni, provare a cercare i colpevoli. Se nessuno parla lo Stato non può fare nulla. Ci vorrebbe una rivolta culturale, e chissà che le generazioni future non riescano a svincolarsi da questa omertà.
"Il presidnete era un uomo serio, preparato e severo. [...] Ma quando lesse il dispositivo di quella decisione aveva la voce spezzata e lo sguardo tradiva l'emozione per una sentenza corretta ma che probabilmente avvertiva come ingiusta. Dieci anni. Non riuscivo a immaginare cosa provasse l'imputato. Aveva subito rapine che l'avevano messo in ginocchio, aveva perso tutto, chiuso il negozio, si era trasferito all'estero, una parte della sua famiglia era stata barbaramente trucidata per punire il suo comportamento e ora gli era arrivata la punizione dello Stato. Dieci anni di carcere."
Finisci di leggere il libro, che è un racconto, un'esperienza di un giovane pubblico ministero, che si trova, suo malgrado, ad affrontare sfide immani, con mancanza di mezzi, di persone, in un contesto sociale che non conosce affatto, dove le carte processuali si accumulano sulla sua scrivania alla velocità della luce, ma non può smaltirle altrettanto velocemente. Ci sono le emozioni, le frustazioni, la rabbia, ma anche la consapevolezza di voler andare avanti, di lasciare un segno, una via, un metodo a chi viene dopo di te.

Luminusa - Franca Cavagnoli

Probabilmente l'idea di scrivere questo libro parte da questo articolo:
https://www.ilfattoquotidiano.it/…/lampedusa-ecco-…/1995326/
Peccato che la storia sia stata sviluppata male, se di storia si può parlare! Sembrano tanti pezzi di racconti messi lì, senza alcun filo logico ed il mix tra qualche storia di immigrato e le vicende dei protagonisti, rende il tutto ancora più confuso.
Peccato perchè era da tanto che lo volevo leggere, però mi consolerò con il fatto che l'ho acquistato al libraccio nel reparto "usato come nuovo" al 40% di sconto.

Il nome della rosa - Umberto Eco

"Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto. Questa biblioteca è nata forse per salvare i libri che contiene, ma ora vive per seppellirli. Per questo è diventata fomite di empietà." (Guglielmo: Quinto giorno, Vespri)